Per cominciare, abbiamo dato precedenza al numero uno della squadra (intendo dire il portiere), ponendo diverse domande personali o relative alla squadra. Per questo, si ringrazia Biasibetti per aver risposto tempestivamente alle nostre domande. Ma ecco a voi l'intervista:
INTERVISTA
Ciao Fabrizio. Grazie per avermi concesso attenzione! Ebbene...innanzitutto, parlaci un po' di te.
Ciao a tutti! Cosa dire di me?! Beh, partiamo dall'inizio, hehe. Sono nato a Carmagnola, il 26 giugno del 1987, cioè ormai 23 anni orsono. Ho sempre abitato a Carmagnola, anche se avendo fatto le superiori a Bra ho quasi tutto il giro di amicizie laggiù. Non mi è mai piaciuto molto l'ambiente Carmagnolese, a parte quello che c'è nella squadra, s'intende!
Ovviamente! Si vede che siete una squadra molto unita. Ma parliamo ancora di te. E' molto che giochi come portiere? Di calcio a 11 intendo.
Ho iniziato la mia carriera di portiere quando avevo all'incirca 10-11 anni. Credo di poter dire di essere uno dei pochi che quando si era piccoli era contento di stare in porta, quando si giocava con gli amici al parco o a scuola. Fino ad allora avevo sempre giocato nella stella azzurra come attaccante, poi per varie motivazioni ho lasciato la squadra e da li ho iniziato da portiere "autodidatta".
Quindi non hai fatto sempre il portiere. Ci sono motivazioni particolari che ti hanno portato a scegliere il ruolo di portiere?
Credo che la cosa che mi ha spinto a diventare portiere è stato il mio mito calcistico Gigi Buffon. Lo seguo da sempre, fin da quando ancora era nel Parma. Quando parlo di autodidatta, mi riferisco al fatto che molte cose le ho apprese anche studiando i suoi movimenti, le sue posizioni. Insomma, sicuramente mi mancano e mi sono mancate molte basi rispetto a chi fa il portiere fin da piccolo ed è da sempre stato allenato da preparatori ufficiali, ma è anche vero che non cambierei mai il modo in cui sono arrivato ad essere ciò che sono ora, calcisticamente parlando; posso dire di essere arrivato fino qui solo con la passione, nel bene e nel male.
Come ti sei unito alla SS Pietro e Paolo?
Ero venuto a sapere da amici che Simone Chiarlone, ormai tre anni e mezzo fa, stava cercando delle persone per creare una nuova squadra di calcio, e faticava immensamente per trovare un portiere. Non nascondo che all'inizio, quando lo incontrai e mi propose l'idea, ero più propenso ad un "no" che a d un "sì"; all'epoca mi divertivo a giocare a calcetto due volte a settimana e non sapevo se sarei stato all'altezza nelle porte regolamentari, in un campionato di calcio a 11 e soprattutto non sapevo se avrei retto all'agonismo che si incontra in certe occasioni. Posso assicurarvi, e in molti confermerebbero, che a volte si sente più pressioni in CSI che nei campioniati di serie maggiorr. Comunque alla fine ho accettato l'offerta, e credo di aver fatto una scelta giustissima!
Quindi ti sei trovato da subito bene nella squadra, o hai faticato un po' all'inizio?
Ricordo ancora, come se fosse ieri, il primo giorno in cui ci siamo trovati davanti all'oratorio per la presentazione. Oddio, non che sia passato un decennio, ma è buffo pensare oggi come di quelle venti persone, che all'epoca si accalcavano per prendere il borsone e la divisa della squadra nuova di zecca, nel siano rimaste forse 7 o 8. Io sono tra questi, e senza che nessuno me ne voglia, credo che in fondo le persone più importanti per la squadra, e intendo sia per il gioco che per l'ambiente, siano quelle ancora qui, come me. Per questo, alla domanda, rispondo dicendoti che mi sono trovato bene fin dall'inizio, anche se era tutto un pò confuso: ci mancavano l'esperienza e i risultati. Il primo anno la squadra è andata avanti perchè noi tutti ci abbiamo creduto e abbiamo fatto gruppo, nonostante tutto, come ancora oggi accade.
Beh, siete partiti dalla "confusione", come dici tu, ma oggi possiamo dire che le cose vanno meglio. Tu, personalmente, hai visto dei miglioramenti nella squadra?
Si, ma non da parte di tutti. Ciò che ci ha permesso di fare il salto di qualità nelle ultime due stagioni, sopratutto in quella in corso...anche se preferisco non dirlo troppo forte, è stato il fatto che ci supportiamo a vicenda, quasi sempre impariamo dai nostri errori del passato, e quasi sempre vedo tanta voglia di giocare e dare il meglio di sé. C'è chi è migliorato tanto, chi meno, e credo che comunque chi l'ha fatto maggiormente, ora ha quello che gli spetta: gioca titolare. Sinceramente mi da più fastidio chi ha la presunzione di essere migliorato, rispetto a chi, mantenendo la testa bassa, sa che dovrà impegnarsi ancora e lavorare con costanza.
Sarebbe da vigliacchi chiederti dei nomi, hehe... Ma almeno potresti dirci chi, secondo te, è indispensabile alla squadra.
Beh...direi Palmieri, Magliano e Lucci...ma consentimi di aggiungere anche me, dato che sono l'unico portiere, hehe...
Ti piace il clima formatosi all'interno della squadra?
Come ho già detto prima, credo che sia la cosa più bella che ci sia nella nostra squadra. Se andasse a compromettersi il clima che abbiamo creato, crollerebbe buona parte di tutto ciò che abbiamo fatto fino ad ora.
Hai avuto in passato delle offerte da altre squadre?
Mi è stato chiesto di andare a giocare nel Salsasio, nel San Bernardo e come secondo portiere nella Grafica Elledì, quando ancora era in C2, ma alla fine ho sempre rifiutato.
Questo ti fa onore! parliamo del presente, o meglio, del futuro. Previsioni per questa stagione?
Ammetto che mi piacerebbe lottare per la vittoria del girone; per ora siamo secondi ed è possibile. Dobbiamo solo cercare di guardare avanti con umiltà ed affrontare ogni partita con il giusto carattere e la grinta che sappiamo mettere in certe occasioni.
Sempre relativamente al presente, sappiamo che sabato scorso avete giocato una dura partita con i secondi in classifica. Commenti sulla partita?
Avremmo sicuramente potuto giocare meglio nella prima frazione di entrambi i due tempi, ma nel complesso credo che abbiamo ancora dato prova di saper reagire e sopratutto di saper tenere testa anche a quelle squadre che mettono quasi tutto sugli scontri fisici e le scorrettezze. Battere 4 a 1 una squadra come il Gerbido in trasferta è una soddisfazione molto grande, non tanto per il risultato in sé, ma per il modo in cui abbiamo saputo rispondere alle provocazioni e alle scorrettezze.
Quindi avete meritato la vittoria?
Hanno dominato praticamente sempre loro, lo ammetto, ma la difesa ha retto quasi sempre bene, sopratutto l'esordiente Terranova, al quale faccio ancora i miei complimenti. Abbiamo subìto il gol del pareggio all'inizio del secondo tempo, quando loro erano scatenati e noi sembravamo fermi in campo. Abbiamo saputo reagire e concretizzare praticamente tutte le occasioni che abbiamo avuto, questo ha fatto la differenza.
Hai qualcosa da recriminare agli avversari?
Direi di sì. Vedere gente di 35/40 anni che passa 70 minuti a cercare sempre e solo di fare male o che mette tutto sul piano fisico, invece di giocare, mi provoca molta rabbia...e tristezza per loro.
Bene bene... Direi che abbiamo concluso, ma terminiamo l'intervista con una domanda che rivolgeremo a tutti: qual'è la partita che ricordi con più piacere?
Ne ho un paio a parimerito. La più bella di tutte credo il 2 a0 contro il Latin Perù nella scorsa stagione. All'andata ci avevano rifilato 8 castagne, anche grazie alle nostre molte assenze. Li vedevamo come dei mostri del calcio fuori dalla nostra portata, e invece poi siamo riusciti a "vendicare" la precedente sconfitta giocando benissimo e meritando la vittoria. Ricordo con piacere anche il successo contro i Green Boys, sempre l'anno scorso, o quella contro il Cubana.
Direi che abbiamo finito! Grazie mille per l'attenzione concessaci. Buon proseguimento di campionato e un saluto!
Prego, prego. Mi sono molto divertito! Ciao a tutti.
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