Ecco il turno dell'intervista al n° 5, nonché capitano dei Santissimi, alle prese con le domande di un intervistatore speciale per l'occasione: Franziliani, al secolo Antonio Franzese, dirigente accompagnatore e pagellista della passata stagione.
E' un onore per me essere intervistato dal grande Franziliani, ex dirigente della squadra e mio grande amico.
Prima domanda di rito anche per te: da quanto tempo giochi a calcio?
Gioco a calcio da quando avevo 7 anni. Militavo nella Carmagnolese... Segnai il primo gol della squadra, anche se perdemmo 7 a 1 contro il Pancalieri.
Sempre seguendo il filo delle precedenti interviste, come sei entrato a far parte della squadra?
Tramite Gaveglio. Eravamo ad una cena vinta in un torneo di calcetto. Con noi c'era anche Lucci. Lorenzo ci spiegò che giocava in una squadra nata da poco e che si cercavano rinforzi. In quel momento ho sentito il "richiamo del calcio".
Sei soddisfatto dell'andamento della squadra in quest'annata e in generale della tua esperienza con i Santissimi?
Sono molto soddisfatto del continuo miglioramento dei compagni e di conseguenza della squadra. Siamo partiti con molti dei nostri che non conoscevano bene le regole del calcio. Ora riusciamo ad adottare qualche schema e si vedono delle belle azioni. Per quanto riguarda me, noto purtroppo alcune difficoltà rispetto al passato per quanto riguarda la forma fisica. Ma tornare a giocare mi ha spinto sempre più a migliorare.
Dove pensi che possiate arrivare in campionato?
La nostra squadra è molto forte, e nulla manca per poter occupare la vetta della classifica. Purtroppo abbiamo un difetto: sembra che alle volte manchi la voglia di vincere. Questo è segno del fatto che non si sta ancora maturando, e non si è entrati perfettamente nell'ottica calcistica "dò il massimo per i compagni, non solo per me" e "non bisogna buttare al vento nessuna occasione e dare sempre il massimo"!
Un tuo obiettivo personale da raggiungere?
Spero di tornare in forma al più presto, per potermi concedere qualche galoppata in avanti e cercare assist o gol. Questo sempre se viene continuamente offerta una buona copertura difensiva.
Un giocatore che per te è stato un modello o esempio da seguire e perché?
Da piccolo mi piaceva molto Roberto Baggio! E' stato grazie a lui che ho iniziato a giocare a calcio. In passato infatti ero attaccante, ed ero anche bravino. Poi, quando avevo circa 13 anni, durante una partita venne espulso il nostro difensore centrale e io presi il suo posto, facendo meglio di lui. Da allora gioco come centrale difensivo e il mio idolo più recente è stato Cannavaro. Fare il difensore mi ha aiutato molto nella vita ad evitare a tutti i costi gli errori e, nel caso si verifichino, a non abbattermi. Il difensore purtroppo deve giocare senza commettere errori; centrocampisti ed attaccanti sono perdonati se sbagliano. L'importante è buttarla dentro almeno una volta.
All'interno della squadra, quali sono i compagni con cui vai maggiormente d'accordo?
Da capitano cerco sempre di mantenere un buon rapporto con tutti. Ciò mi riesce senza grossi impegni, poichè con tutti mi trovo bene. Poi, siamo esseri umani e così come alcuni miei atteggiamenti non piacciono, a me non piace vedere alcuni comportamenti.
Da capitano, ci sono dei comportamenti dei tuoi compagni in campo e fuori che non sopporti o vorresti correggere?
Ad esempio trovo che in una squadra non bisogna esser troppo polemici; crea solo malumori e tensioni. E' brutto anche vedere molte azioni solitarie e gente che non passa la palla; credo che nella nostra squadra non ci siano fenomeni, e le giocate da solisti servono a poco, se non a creare nervosismi in campo. Inoltre fa star male vedere gente che se la prende con i compagni o manifesta antipatie. Per ultimo, nella nostra squadra ultimamente regna un po' di anarchia. Io da capitano non posso e non voglio sovrastare il mister durante gli allenamenti; c'è magari troppa gente che parla e ci sono ruoli poco definiti. Il mister parla e i calciatori eseguono, anche se non si è d'accordo. Meglio seguire una retta sbagliata, piuttosto che restare allo sbando. Per concludere, mi piacerebbe vedere anche negli allenamenti maggior presenza, e in questo includo anche me ultimamente, anche se sarei stato assente giustificato. E c'è da dire che sono anni che in inverno non abbiamo un campo in cui allenarci, e la voglia un po' passa.
Elenca il solito trittico di giocatori fondamentali per la squadra...
Fondamentale Lucci, quando è in giornata; Biasibetti, perchè mi vengono i brividi a pensare a possibili sostituti; Palmieri, perchè cerca comunque di guidare i compagni con la sua esperienza. Devo però dire che, mentre in passato c'era un distacco netto tra chi aveva giocato a calcio e chi no, quest anno sono in molti ad essere sullo stesso livello.
Cambieresti in futuro la guida tecnica?
Non sta a me deciderlo. Come già detto, il problema è che nella squadra si sente la mancanza di un leader forte ma comunque ben disposto verso gli altri. Io, per il mio carattere, non cerco di sovrastare i ruoli. Il mister decide (bene o male), io posso solo guidare in campo i compagni. Ho ricevuto persino una strigliata, nella partita contro il San Marino, per aver chiesto un time-out dopo aver visto due compagni scontrarsi per troppa avidità (di gol).
Per chiudere, quali sono le partite o i momenti più belli che ti vengono in mente durante la tua esperienza con i Pietropaolini?
Ce ne sono state di belle partite, ma ricordo con gioa la partita del mio debutto, quando ho segnato da metà campo. Molto bella anche una delle prime partite dell'anno scorso, quando ho segnato dalla trequarti. Sempre in quella partita avevo evitato un gol a nostro sfavore, opponendomi di testa.
Bene, l'intervista è finita.
Ciao e grazie... E un buon anno a tutti, sperando si possa festeggiare in estate la vittoria del campionato.





